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Musica e
ideologia nella Francia
di Debussy e altri saggi
Carta Bianca Editore,
2014, pp. XV, 173.
Il libro è stato
curato e
tradotto da Eddo Cimatti
Contiene
un’Appendice con i
profili dei protagonisti delle vicende discusse nei testi.
Introduzione
di Marco Gervasoni
Il libro
propone cinque studi della
recente ricerca musicologica americana e inglese su Claude
Debussy. Jane
Fulcher apre il volume con Il
nazionalismo di Debussy e con Dire la
verità al potere: l’elemento dialogico nelle composizioni
di Debussy degli anni
di guerra, seguono i saggi di Brian Hart, Debussy e la sinfonia:
le sue opinioni sul
genere e i primi giudizi della critica su La Mer,
di Caroline Potter, Debussy e la natura e di Robert Orledge, Debussy e Satie.

Il saggio di
Brian Hart su Debussy
e la sinfonia propone un altro
aspetto dell’evoluzione stilistica del compositore, quello
del recupero del
vituperato genere sinfonico nella composizione de La Mer.
Dopo
una breve introduzione al sinfonismo francese di quegli
anni, anch’essa
tracciata in rapporto al contesto culturale e politico, il
saggio esamina le
posizioni critiche espresse sulla sinfonia dal compositore,
dai primi articoli
sulla “Revue Blanche” agli ultimi scritti degli anni
immediatamente precedenti
la guerra. La sinfonia francese fra Otto e Novecento
rappresenta per Hart un
termine di paragone ineludibile per un giudizio più
articolato su La Mer,
le cui strutture e il cui modello retorico sono
sostanzialmente ricondotti
dall’autore ai modelli sinfonici di César Franck e di
Vincent d’Indy.

Debussy e Satie, il saggio finale di Robert Orledge, ripercorre il lungo e ininterrotto rapporto fra Debussy e il suo vecchio amico Erik Satie. L’amicizia fra i due, complessa, a volte difficile e tuttavia duratura, si protrasse per circa un trentennio. Sono spesso messe in luce le ripercussioni psicologiche e professionali del rapporto fra due personalità dissimili (“due fratelli ai quali le vicende della vita avevano assegnato condizioni ben diverse” per citare le parole di Louis Laloy) oltre che le reciproche influenze culturali e musicali.
Il libro è
preceduto da
un’introduzione di Marco Gervasoni la quale precisa i
termini del quadro
storico-culturale della Francia di Debussy, delle divisioni
originate
dall’affare Dreyfus e della guerra culturale fra una destra
che non si
riconosce nella Rivoluzione e una sinistra repubblicana che
di quella
Rivoluzione è l’erede. Gervasoni insiste inoltre sulla
necessità storiografica di
abbattere le barriere fra storia politica e storia culturale
e sottolinea
quanto sia essenziale alla comprensione dei mutamenti
storici, politici e
sociali lo studio dei fenomeni culturali e artistici.
Jane F. Fulcher insegna Musicologia presso la University
of Michigan.
Brian Hart insegna Storia della musica alla
Northern Illinois
University.
Caroline Potter insegna presso la Kingston
University
di Londra.
Robert Orledge è professore emerito della
University of Liverpool.
Marco Gervasoni insegna Storia contemporanea
all’Università del
Molise.Leggi la recensione di Giuseppe Scuri
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